| Ritornano gli anni '80 con gli Spandau Ballet |
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| Written by redazione |
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There are no translations available. ![]() Un tuffo nel passato, a quando salivano sul palco e si esibivano con i giubbotti di pelle e le frange. Tornano gli Anni 80 e lo fanno con le performance milanese e romana degli Spandau Ballet, eroi del filone "new romantic" e protagonisti indiscussi del fenomeno del brit-pop che riscosse un larghissimo successo e vendette più di 25 milioni di dischi in tutto il mondo.
Successo dovuto anche alla seduzione delle loro ballate pop, dalla facilità dei loro testi, ma anche dal ciuffo impomatato del bel Tony Hadley e dai suoi partner i fratelli Gary e Martin Kemp, Steve Norman e John Keeble. Dopo sei album, di cui il penultimo (Through the Barricades) del 1986 in cui la band tentò di allontanarsi dalle influenze pop soul dei due dischi precedenti per abbracciare un sound più rock, gli Spands hanno deciso di riunirsi dopo trent'anni dal loro scioglimento. Più eleganti e raffinati rispetto ai diretti rivali Duran Duran più commerciali, il gruppo dei fratelli Kemp (Gary è non solo il chitarrista, ma anche autore di quasi tutti i brani della band) aveva già spopolato in Italia creando appunto una vera e propria "guerra" tra i rispettivi pubblici sostenitori. Chi ha amato il loro sound britannico non rimarrà deluso perché anche se ufficialmente hanno già registrato il loro nuovo album, "Once More" con due inediti e nuovi arrangiamenti di incredibili hit come "Gold", "True" e "Through the Barricades". Nel disco i loro vecchi successi sono rivisitati in chiave acustica, ma sul palco di Assago e della Palalottomatica sono riproposti come ai vecchi tempi, con sassofono e arrangiamenti in stile Ottanta, assieme ad altri classici come "I'll fly for you", "Round and Round", il nostalgico "Only when you leave" e il prorompente "Lifeline".      |