| Una tigre in giardino contro l'estinzione |
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| Written by Redazione |
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There are no translations available. Il proposito è di contrastare il bracconaggio ed evitare così l'estinzione della specie. La proposta per salvare le tigri di Sumatra è alquanto bizzarra e forse anche un po' provocatoria: adottare uno di questi felini e tenerlo in giardino come se fosse un animale domestico qualsiasi. Per farlo e averlo in casa propria, per compagnia è necessario tirar fuori la cifra di centomila dollari, somma che si spiega cl fatto che questa specie rischia ormai l'estinzione. L'idea di autorizzare i privati ad accogliere nei propri giardini questi bellissimi, ma non proprio addomesticati, animali è venuta al governo indonesiano. "Per le adozioni bisogna disporre di uno spazio minimo di 60 metri quadrati - ha precisato un responsabile del ministero delle Foreste -, anche se è preferibile offrire loro un terreno di grandi dimensioni". Eppure le cose stanno proprio in questi termini. "Noi non vendiamo e non 'noleggiamo' tigri - ha precisato ancora lo stesso portavoce, in una dichiarazione all'agenzia Afp -. Autorizziamo semplicemente le persone ad occuparsene. E per questo devono essere disposte ad accettare un certo numero di condizioni".
L'iniziativa, come prevedibile, ha sollevato molti dubbi e perplessità , anche tra le associazioni per la difesa della fauna, che chiedono al governo di Giakarta di impegnarsi invece in prima persona per la salvaguardia delle condizioni ambientali che consentono a queste tigri di vivere in libertà , lottare contro la deforestazione sempre più massiccia che della scomparsa delle tigri è la prima causa. "Quella del ministero non è certo una soluzione per salvare questi animali - ha insistito Bustar Matair, un portavoce di Greenpeace nel sudest asiatico -. La migliore soluzione è proprio quella di tutelare le foreste dove da sempre questi animali hanno vissuto". Le "adozioni" riguarderebbero in realtà animali nati in cattività e sarebbero una trentina quelli già ora disponibili. Ma è la proposta in sé che fa storcere il naso a molti. Didi Wiryanto, un consulente del ministero, ha spiegato che l'idea è venuta alle autorità indonesiane dopo che diversi uomini d'affari si sono fatti avanti proponendosi di acquistare gli animali. "Non vogliono soltanto possedere dei cavalli - ha sottolineato in un colloquio con l'Afp -. Le tigri donano prestigio". Wiryanto ha poi precisato che "non sono i soldi quello che ci interessa, ma la preservazione degli animali". C'è anche un'altra minaccia che incombe su questi felini: il 14 febbraio, secondo l'astrologia cinese, prenderà il via l'anno della tigre e questo potrebbe fare aumentare in maniera esponenziale gli episodi di bracconaggio. Sul mercato nero - ma anche nei canali di vendita ufficiali - pelli, denti e teste di tigre imbalsamate, monili ricavati dalle unghie o dalle ossa potrebbero quest'anno essere smerciati a prezzi molto interessanti per i venditori, che certo non mancheranno di approfittare dell'enfasi che, attorno a questo animale, verrà data in virtù della concomitanza astrologica. "La domanda sarà fortissima nei prossimi mesi - mette in guardia Dinoysius Sharma, direttore del Wwf Malesia -. I prezzi sono destinati sicuramente ad aumentare". Il mercato, di conseguenza, si alimenterà fortemente, rendendo ancora più difficile la tutela dei felini e mettendo a rischio la loro sopravvivenza. Sono solo 400 circa le tigri di Sumatra che il Wwf stima sopravvivano ancora allo stato selvatico. Agli inizi del ventesimo secolo erano invece molto diffuse e solo negli anni Ottanta erano stimati circa 1000 esemplari. Il rischio è che qualche benestante possa decidere di aprire il proprio giardino a una tigre solo per seguire la moda o assecondare il calendario cinese. Passata la moda o magari stanchi di dover gestire un animale comunque selvatico come la tigre, vengano riportati indietro, o peggio ancora abbandonati.       |