| Gli australiani il popolo più peccatore, italiani avari |
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| Written by redazione |
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There are no translations available. ![]() La mappa globale del vizio, che compare sul numero di febbraio della rivista scientifica della BBC, "Focus", è stata ottenuta analizzando alcune statistiche ufficiali relative ai comportamenti dei cittadini. Così, per determinare l'ira, i ricercatori hanno esaminato i livelli di crimine violento, raffrontando i dati sulle aggressioni, gli stupri e gli omicidi ogni mille abitanti. E se per la superbia si è considerato il tasso degli interventi di chirurgia plastica pro capite, oltre alla considerazione che si ha del proprio Paese, per la gola è stata analizzata la spesa annuale pro capite su cibi ricchi di calorie (come gli hamburger). La lussuria è stata calcolata considerando la spesa fatta da ogni persona per il porno, mentre un indicatore di accidia è il numero di giorni di riposo retribuito a disposizione dei lavoratori in ciascuno dei 35 paesi. Infine, gli ultimi due peccati: l'invidia e in questo caso si sono combinati i dati sui furti d'auto e rapine, visto che il peccato in questione porta a desiderare i beni altrui e l'avarizia quella di una nazione si calcola sulla base di quante persone vivono con un reddito inferiore del 50 per cento rispetto al valore medio: se questo numero è alto, viene fatto notare, "molti vivono in povertà a vantaggio dei ricchi avari". Ad ogni peccato sono stati assegnati 10 punti alle nazioni col punteggio più alto, e poi via via valori decrescenti a seconda della loro posizione in classifica.
La rivista, partendo dalla tesi secondo la quale la natura ha "programmato" l'uomo per essere peccatore, analizza il cervello e la correlazione con i vizi capitali di determinate sezioni, responsabili del nostro comportamento. Ma c'è chi osserva che questa mappa è poco attendibile. E' il caso di un professore universitario australiano: "Risultati e criteri usati per stilare questa classifica sono discutibili", ha detto Chilla Bulbeck. Piccata la portavoce del primo ministro australiano, che pare non aver apprezzato la medaglia d'oro come nazione peccatrice.      |