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Prada accusata di licenziare vecchi, brutti e grassi PDF Print E-mail
Written by redazione   
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Il logo della maison PradaUna scelta commerciale che ha fatto discutere e ha animato le aule dei tribunali e che alla alla fine sta rischiando di ledere la cosa più importante che possiede una casa di moda: l'immagine. In un mondo di politically correct, la decisione di cui è accusata la maison Prada in Giappone, cioé licenziare i dipendenti considerati "brutti, vecchi e grassi", se fosse confermata sarebbe molto di indifendibile. Il celebre marchio italiano, infatti, è accusato di molestie e discriminazioni sul lavoro da Rina Bovrisse, ex direttrice generale del gruppo nel Paese nipponico. Dopo aver tentato inutilmente di raggiungere un compromesso con la casa di moda milanese, l'ex manager che fino allo scorso novembre gestiva circa 500 dipendenti nei 40 negozi di Prada sparsi nel paese del Sol Levante, ha dichiarato che nei prossimi mesi presenterà una nuova azione legale contro la nota società di moda milanese.

Tutto è iniziato lo scorso maggio, quando l'allora direttrice generale del gruppo ha ricevuto da Davide Sesia, ceo di Prada nel paese nipponico, un ordine perentorio: licenziare 15 membri dello staff perché "brutti, vecchi e grassi e troppo lontani dallo stile Prada". L'amministratore delegato poi avrebbe fatto sapere alla manager che se voleva continuare a lavorare per il marchio italiano doveva cambiare pettinatura e soprattutto dimagrire. Sesia avrebbe detto alla Brovisse che "si vergognava della sua bruttezza e non voleva che i visitatori provenienti dall'Italia la vedessero".

Come racconta il sito di Japan Times, una prima denuncia contro l'azienda è stata presentata dalla Bovrisse lo scorso dicembre al tribunale distrettuale di Tokyo. La manager non solo ha chiesto il risarcimento per lo stress emotivo subito, ma soprattutto di essere reintegrata nel suo ruolo. Infatti dopo aver dichiarato di non essere d'accordo con gli ordini dell'amministratore delegato, la Bovrisse sarebbe stata prima retrocessa di livello e poi le sarebbe stata imposta una sospensione temporanea dall'attività lavorativa. In questi mesi l'ex direttrice generale ha tentato inutilmente di raggiungere un accordo con il marchio italiano. Lunedì scorso la doccia fredda: l'azienda italiana decide di licenziare la Bovrisse per le sue "false accuse nei confronti della società". In una dichiarazione ufficiale ripresa dal Telegraph di Londra, il quartier generale di Prada a Tokyo fa sapere che "il tribunale giapponese ha respinto tutte le accuse della dipendente e ha confermato che il licenziamento della signora Rina Bovrisse è perfettamente legale".

Adesso la Bovrisse ha dichiarato al quotidiano Japan Times che presenterà una nuova azione legale contro la società: "Sto raccogliendo nuove testimonianze e presenterò una denuncia dettagliata il più presto possibile". L'ex manager di Prada che lavora da circa 18 anni nel mondo della moda ha aggiunto: "Il mio dovere è proteggere le donne che lavorano duro e fare in modo che possano lavorare in un ambiente sicuro". E continua sostenendo che molte delle persone accusate di essere "brutte, vecchie e grasse" dall'amministratore delegato hanno subito il suo stesso destino. Prima sono state retrocesse di livello e poi licenziate.

 

 

 

 

 

 

 

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