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Reportage
Helisky, Chilout Riding e Ski in: l’ultima moda scende in pista PDF Print E-mail
Written by Giuseppe Leone   
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Una splendida immagine di una esibizione in snowboardSci e snowboard continuano a essere gli sport invernali più praticati dagli italiani sulle piste innevate. Non manca, però, la curiosità verso nuovi sport, soprattutto quelli più estremi. In tanti, infatti, negli ultimi anni, si cimentano in percorsi fuoripista e funambolismi in aria. Ogni anno nascono nuovi sport estremi, dove la parola d’ordine è “adrenalina”. Come l’Helisky, in cui, a bordo di un elicottero, si sale in quota fino a raggiungere vette innevate di 3000 metri, per poi scendere a valle, attrezzati di sci o tavola, lungo magici itinerari tra boschi di larici e maestosi ghiacciai. Sono consentite piroette, funambolismi e acrobazie, ma solo in compagnia delle guide alpine, veri e propri angeli custodi di uno scatenato esercito di amanti del fuoripista, oggi, in crescita esponenziale. La disciplina, al momento, si pratica in Italia nella sola Valle d’Aosta, la regione beneficiaria di un’apposita legge che ne regola l’attività su percorsi ben definiti. Sport spettacolari, dunque, che non passano di certo inosservati, anche per l’abbigliamento sfoggiato. Soprattutto i giovani, quando sfrecciano lungo le piste, sono molto attenti a cosa indossare. Eleganza e tecnica sono le caratteristiche cercate quando si compra tutto il necessario. Tute all’ultima moda, giacconi con colori sgargianti.

E non possono mancare i berretti e le maschere, che vanno a completare il look ideale per praticare sport come lo snowboard. Sono, infatti, gli snowboarder a mostrare più fantasia in ambito di moda lungo le piste innevate. In quanto a nuove mode in tema di sport, invece, non bisogna dimenticare gli ormai prossimi Giochi Olimpici invernali che si terranno a Vancouver, in Canada, a partire dal 12 al 28 febbraio, che potrebbero lanciare qualche nuova tendenza, come è successo anche in occasione di Torino 2006, con il curioso caso del curling. Come si sa, però, montagne e neve sono sinonimo di settimana bianca, un appuntamento annuale al quale molti italiani non rinunciano. Sport e relax, negli ultimi anni, sembra essere il binomio ideale che accompagna le giornate di molti vacanzieri durante sette giorni unici nell’arco dell’anno. E le località sciistiche più rinomate, in Italia ed Europa, cercano proprio di esaudire questo desiderio, offrendo servizi che riescono a realizzare i sogni di una vacanza ideale. C’è chi addirittura prova a soddisfare la voglia del perfetto connubio tra sport e relax nello stesso momento.
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Quando il teatro incontra il circo: giovani compagnie di nouveau cirque in Italia PDF Print E-mail
Written by Giovanni Dispenza   
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Una immagine degli attori della compagnia Circo PanikoSe siete dei nostalgici del circo, se amate il sudore dei cavalli ammaestrati, il ruggito della tigre in gabbia, lo spasmo nerboruto dell’uomo più forte del mondo, in questo articolo non troverete niente del genere. Il circo è cambiato. Niente più animali. Niente più esibizioni di forza o di destrezza gratuite, ma tanta voglia di raccontare delle storie. È il Nouveau Cirque! Il termine Nouveau Cirque (o teatro-circo) indica ormai in tutto il mondo una forma di spettacolo che utilizza le arti circensi al servizio di una drammaturgia unitaria in cui teatro, danza e circo si fondono. Fino a dieci anni fa in Italia la definizione non era conosciuta e non vi era la diffusione di un interesse benché già circolassero spettacoli del genere in festival italiani.

Per esempio nel ’97 una piccola compagnia di acrobati australiani portò a Palermo, in una delle prime edizioni del festival “Palermo di scena”, lo spettacolo “Punk Rock Circus”, in cui gli artisti si esibivano in svariate tecniche circensi (bascula, trapezio, pertica, filo, ecc.) con musica dal vivo, costumi e suggestioni punk. Le due serate, uniche date italiane di un breve tour europeo che dopo avrebbe toccato Rotterdam ed Edinburgo, ebbero uno straordinario successo di pubblico ma se ne parlò poco e l’evento rimase un caso.
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Benvenuto 2010 le feste più IN & out 2010 PDF Print E-mail
Written by Cristiana Rizzo   
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Benvenuto 2010 - le feste più IN di CapodannoUna buona cena, tanti amici, bollicine e la musica che ci piace, per la festa più frizzante dell’anno. Per il count down che dice addio al 2009 tutta Italia si sta preparando e noi abbiamo scelto i locali e le serate più esclusive della Penisola.

Si comincia da Milano, al Castello di Pomerio. Per una notte si torna indietro fino al decimo secolo, per ammirare lo splendore di questo castello che, tra le sue varie sale, offre ai suoi ospiti, al primo piano, il magnifico salone degli affreschi, mentre al piano terra, quattro camini creano un’atmosfera molto suggestiva. Per la notte di capodanno è previsto un cenone, (il prezzo è di 125 euro, prenotando entro il 25 dicembre), spettacoli pirotecnici, musiche e live performance di acclamati dj, dopo mezzanotte, e il tavolo per tutta la sera senza obbligo di bottiglie extra. Si tratta di una serata rivolta a un target compreso fra i 25 e i 45 anni, curata nei particolari, con possibilità di pernottamento in un hotel convenzionato a 4 stelle (www.capodannoamilano. it).

A Milano, capitale del divertimento, non possono mancare le serate organizzate nelle discoteche-ristoranti più cool, frequentate dal jet set, come l’Old Fashion Cafè. Il locale, che esiste dal 1933 e l’unico a cui è stato conferito il riconoscimento di “Bottega storica” dal Comune di Milano, prevede il cenone con discoteca e musica selezionata da noti dj della città, dopo il brindisi. L’Old Fashion, famoso per essersi reinventato con il succedersi delle mode, mantiene intatto qualcosa che lo rende unico, il fatto di trovarsi all’interno del Palazzo della Triennale e, quindi, la continua interazione con il mondo del design (www.oldfashion.it)
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Mercatini: è tempo di Natale PDF Print E-mail
Written by Fabrizia Lopes   
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Un tiipico mercatino di NataleL’arrivo dell’Avvento segna l’inizio di tutte quelle tradizioni e suggestioni legate al Natale. Fra le varie manifestazioni e celebrazioni di questo periodo ce ne sono alcune che incantano piccoli e grandi: sono le bancarelle illuminate. Sono anche i mercatini e le fiere, infatti, a trasmettere, in quest’epoca di consumi e desiderio irrefrenabile di acquisti, una particolare atmosfera dovuta alle decorazioni, agli odori, ai sapori e alle tipiche musiche di questa festività.

La nascita dei primi mercatini di Natale risale al 1400 circa in Italia settentrionale, Germania e Austria: da queste località, dove era tradizione addobbare delle particolari casette in legno per vendere prodotti tipici, artigianato, cesti e attrezzi di lavoro, ma anche gli addobbi, le ghirlande e le candele natalizie, l’uso di approntare dei mercatini dedicati al Natale pian piano si è diffuso in tutte le regioni meridionali.

Se inizialmente di trattava di fiere artigiane dove poter fare gli acquisti dei beni primari, col passare degli anni sono diventate le principali attrazioni del periodo natalizio e ogni anno in concomitanza con l’arrivo del freddo, si organizzano ormai queste tradizionali manifestazioni che catturano un numero sempre maggiore di turisti, appassionati e bambini. Tutti con il desiderio di comprare qualcosa o di fare una passeggiata immergendosi nella fiabesca atmosfera del Natale. Il mercatino diventa quindi un’occasione per acquistare dei prodotti artigianali, alla scoperta delle specialità tipiche e delle novità, per trovare un regalo originale o ogni tipo di oggetto per decorare la casa e l’albero, fra palline, vischio, lucine e statuine per il presepe.
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Le mille e una notte di Siracusa PDF Print E-mail
Written by Araba Felice   
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Hotel Mercure a SiracusaSiracusa: un gioiello incastonato nella costa orientale della Sicilia, una delle città più affascinanti e caratteristiche dell’isola. Se l’avete già visitata ne scoprirete sempre nuovi aspetti, se non la conoscete ne resterete letteralmente conquistati. L’intenzione di Utility Magazine è quella di condurvi in un viaggio virtuale alla scoperta di questa città, tra luoghi, feste, cibi e vini particolari. Finalmente, dopo tanti anni, raggiungere Siracusa è diventato molto più agevole, grazie all’apertura di un tratto di autostrada CT-SR, che sarà completata entro la fine del 2009.

Uscendo da Siracusa Sud, dopo circa 5 km, si raggiunge Viale Paolo Orsi, lungo il quale si potrà ammirare il Parco Archeologico della Neapolis, con il Teatro Greco, l’Ara di Ierone, l’Anfiteatro Romano, l’Orecchio di Dioniso, la Grotta dei Cordari. All’incrocio con Corso Gelone, a 200 metri dal Parco, il nuovo Hotel Mercure Siracusa Prometeo, è la meta di migliaia di turisti da tutto il mondo, in special modo durante le rappresentazioni classiche. Di seguito si incontrerà l’appena restaurato Jolly Hotel Aretusa, spesso utilizzato da uomini d’affari, perchè dotato di un ambiente elegante e confortevole, particolarmente adatto agli incontri lavorativi, che possono svolgersi anche all’interno dell’annesso “Aretusa Lounge Bar”.
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La Toscana vi prende per la gola PDF Print E-mail
Written by Paola De Simone   
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Il Caciucco livornese
È uno dei principali motori del turismo made in Italy. L’enogastronomia attira ogni anno nel Belpaese migliaia di food e wine lovers provenienti da tutto il mondo. La Toscana si conferma una delle mete preferite e i prodotti tipici sono al centro di questo successo. Perché piatti come la Ribollita, il Cacciucco o la Finocchiona, con le loro ricette segrete, sono anch’essi espressioni di una cultura centenaria; un patrimonio che ancora oggi sopravvive alla minacciosa globalizzazione dei gusti e alla cancellazione delle biodiversità.

Proprio in tal senso la ricchezza della Toscana impone al turista che decide di trascorrere qualche giorno in questa regione una scelta sulle tappe da percorrere. Quello qui proposto è un vero e proprio “fuori pista” verso luoghi poco pubblicizzati, ma di grande bellezza, e angoli cittadini poco conosciuti al grande pubblico: si parte dalla città di Firenze per poi raggiungere le foreste Casentinesi, nell’Aretino, che in questo periodo dell’anno sono meta di appassionati fungaioli. Arrivare a Firenze in treno è un’esperienza da provare; una volta usciti dalla Stazione di S. Maria Novella, la città regala al visitatore in un solo quadro d’insieme tutta la sua bellezza. Svetta l’omonima chiesa di Santa Maria Novella; sovrasta il cielo la Cupola del Brunelleschi e il campanile di Giotto.

Per chi cerca una comoda sistemazione in centro l’ideale è il b&b La Dimora Del Centro, situato in Piazza della Repubblica in un bel palazzo dell’800 oggi dotato di tutti i confort, anche tecnologici. È lì che Eugenio Montale scriveva i suoi versi ai tavoli delle mitiche Giubbe Rosse, il caffè sottostante sede degli intellettuali fiorentini, di ieri e di oggi, dove avrete il piacere di fare colazione.
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E via Ruggero Settimo si svegliò tinta di rosso PDF Print E-mail
Written by Vincenzo Barresi   
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Uno scorcio di Piazza Castelnuovo - scatto di Antonio AndrosiglioChi oggi passeggia per la via Ruggero Settimo stenta a credere che, fino a pochi anni fa, veniva definita il “salotto di Palermo”, la strada elegante dove si affacciavano le vetrine più esclusive e raffinate. Nel breve volgere di qualche anno, infatti, il centro cittadino è profondamente mutato. Adesso, fatta eccezione per poche insegne di lusso superstiti, la fanno da padrone negozi dozzinali e grandi magazzini. E il sabato bande di ragazzini indisciplinati costringono i commercianti più importanti ad abbassare le saracinesche.

Nata come prolungamento della via Maqueda, la via Ruggero Settimo (patriota siciliano, Palermo 1778 – Malta 1863) forma con la via Mariano Stabile (patriota e sindaco di Palermo,1806 – 1863) la croce di strade sulla quale il pretore marchese di Regalmici impiantò il primo ampliamento fuori le mura (1778). Occupata da edifici d’interessante architettura, fra i quali citiamo il palazzo Galati opera del Marvuglia, il palazzo Pecoraro Majorca di Basile, il palazzo Tagliavia di Armò e il palazzo Pantaleo di Caronia Roberti, la strada è l’asse di collegamento fra i due principali teatri cittadini: il Massimo e il Politeama. Nel tempo la sostituzione e l’inserimento di edifici più moderni hanno in gran parte cancellato il carattere ottocentesco di questa parte di Palermo.

L’idea di dare un moderno assetto urbanistico al vecchio rione Villarosa, l’area attraversata dalla via Ruggero Settimo e compresa fra la piazza Verdi, la via Pignatelli Aragona e la via Mariano Stabile risale al 1946. Nel 1947 venne bandito un concorso nazionale per la realizzazione della piazza Ungheria vinto dagli architetti Della Rocca, Lenti e Sterbini. Secondo il piano la nuova sistemazione aveva il suo fulcro nella grande piazza pedonale, lastricata in porfido e pietra chiara adorna di aiuole e di piante, circondata dai portici sui quattro lati e conclusa sulla via Ruggero Settimo da un ampio negozio a vetrate.

Una bella immagine di Antonio Androsiglio - via Ruggero SettimoNelle grandi cave di tufo sottostanti avrebbe dovuto essere realizzato un ampio parcheggio multipiano. Ma il Banco di Sicilia s’impose e al posto del parcheggio realizzò i caveaux, affidando il progetto della sua sede all’architetto Pascoletti. A metà degli anni cinquanta, Palermo, comunque, aveva la sua piazza moderna, circondata da abitazioni e uffici funzionali e conclusa da quello che, con un po’ di buona volontà, viene ancora oggi definito“il grattacielo Ina”, progettato dall’ingegner Broggi e costruito dall’impresa Amoroso. Anche negli anni successivi la parte centrale della città fu oggetto di particolari cure da parte degli amministratori. Forse per distogliere l’attenzione dalle devastazioni che si andavano compiendo in altre zone.

Palermo è bella, facciamola più bella”. Era lo slogan delle campagne elettorali della DC negli anni Sessanta, quando i sindaci erano Salvo Lima e Vito Ciacimino. E fu proprio all’insegna di questo slogan che la via Ruggero Settimo si tinse di un pallido rosso. La trovata fu presentata con un grande battage pubblicitario. Intervennero sociologi e studiosi per spiegare che la colorazione della strada serviva a dare un tocco d’allegria, superando la grigia monotonia dell’asfalto e, quindi, anche un poco quella della vita. Ma quando i palermitani videro il risultato di quell’ intervento di maquillage rimasero delusi. Nessuna traccia dell’elegante rosso simil cotto toscano promesso, ma un colore indefinito che incupiva ancor più quella strada senza verde, centro di una città che andava perdendo il suo centro.

Tuttavia la nuova borghesia senza memoria e senza storia, inurbata nel dopoguerra al seguito della politica, si ostinò a chiamare la strada il salotto di Palermo, pensando di uguagliare i fasti di via Montenapoleone e di via Veneto. Il recente rifacimento dei marciapiedi e dell’asfalto ha completamente cancellato le tracce della pavimentazione rossa, che ancora resisteva seppur molto rovinata. La chiusura dei negozi storici, lo smog, la sporcizia e l’incuria hanno compromesso l’immagine del centro, cancellandone i ricordi. Eppure basterebbe soltanto un po’ di attenzione in più, un po’ d’amore per Palermo per salvarne le sorti.


 
Il tartufo bianco protagonista della fiera ad Alba PDF Print E-mail
Written by Elisabetta Cannone   
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Il tartufo d'Alba protagonista della kermesse ad AlbaAppassionati, cultori, o semplici curiosi sipotranno dare appuntamento dal 3 ottobre al'8 novembre per ammirare, e chi può anchee comprare, l'oro bianco, ovvero il tartufo bianco di Alba. Alla rassegna però ci saranno principalmente loro, i commercianti di tartufi, chi con il inseparabile migliore amico, il cane da tartufo ha setaccaito il territorio per scopvare il tubero più prezioso e amato da chi lo reputa perfino uno status symbol. All'interno del mercato, il visitatore potrà trovare trifole certificate, un'idea portata avanti per la salvaguardia e la certificazione del marchio del Tuber Magnatum Pico.

Una garaniza questa, perché significa che il tartufo ad Alba è stato analizzato e garantito prima della vendita: controllato all'ingresso nel padiglione mercato, analizzato da una commissione di controllo, sempre presente sul Una ricetta gustosa a base del prelibato tartufomercato e a cui il consumatore potrà sempre fare riferimento. I giudici del tartufo si attengono rigidamente alle regole della carta della qualità del Tuber Magnatum Pico, redatta dal Centro Nazionale Studi Tartufo, la più qualificata assise per l'analisi e la valorizzazione del prezioso prodotto delle langhe.

La selezione, coem quella fatta egregiamente dalla natura, in questo caso è davvero un obbligo otre che in segno distintivo. Ma è anche sinonimo di garanzia e qualità offerta ad acquirenti e consumatori. Al momento della vendita, infatti, il tubero viene avvolto in sacchetti numerati, in modo da poter individuare in ogni momento il venditore che ha smerciato il prodotto. Altra garanzia e unicità del mercato mondiale del tartufo bianco d'alba è un'ordinanza del sindaco della città piemontese che ne proibisce la vendita al di fuori dell'area fieristica.

Nel corso della fiera ci saranno anche concegni scientifci in cui si discuterà del tartufo, com riconoscerne qualità e provenienza e soprattutto quale fututo spetta a questo tubero. Non mancheranno anche momenti legeri, come la visita ai prodtti enogastronomici del posto, dove su tutti regnerà ovviamente il tartufo bianco e poi ancora musica settecentesca e sfilate in costume.



 
El Rey de la Gamba e Kimi II PDF Print E-mail
Written by Publipoint   
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Kimi II della flotta Utility MagazineMetti una sera in barca. Il Kimi II naturalmente. Aggiungi un "pugno" di amici, la visita inaspettata di un armatore esperto nella pesca di gamberoni rossi e la piacevole compagnia di Michel Morganella (che vedete nella foto in basso a destra con la t-shirt di Utility Magazine), giocatore col ruolo di difensore nel Palermo, con la moglie Johana. Organizzatore del lieto evento a largo delle coste siciliane un "giocatore di peso" (Super Enzo) che tra poco - si vocifera - sarà ingaggiato nelle fila rosanero e che potete vedere nella foto sotto nel ruolo di mangiatore di gamberi... "el rey de la Gamba" per l' appunto. Questa seconda metà d'estate siciliana riserva, infatti, alla squadra di Utility Magazine piacevoli sorprese e simpatiche avventure sul mare e per terra. Come quella di qualche giorno fa, quando ospite del motoryacht prodotto dal cantiere Versilcraft, gli editori di Utility Magazine hanno incontrato il simpatico e giovane Michel Morganella.

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In giro per Milano PDF Print E-mail
Written by Rosamaria Coniglio   
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Una bella immagine della metro a Milano - Scatto di Angelo GiangregorioC’è un aspetto di Milano, quasi sempre ricoperto da quell’alone di corsa alla carriera quasi robotica e impersonale, che non viene percepito dalla maggior parte della gente, molto spesso neanche dai suoi stessi abitanti. Lo spirito energico e inesauribile del capoluogo lombardo è il punto di partenza delle innumerevoli iniziative di varia natura che prendono quotidianamente forma e rendono sempre più accogliente e stimolante il trascorrere del tempo. Costruzioni medievali o addirittura romane come il Castello Sforzesco o le indistruttibili Colonne di San Lorenzo che  hanno resistito a quattro dominazioni e ai conflitti mondiali, sono una preziosissima
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I requisiti fondamentali degli Hotel PDF Print E-mail
Written by Francesco Ferrara   
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Un'immagine della reception di un albergoSe per alcuni passare le sere d'estate a guardare le stelle è un momento piacevole e talvolta romantico, guardare le stelle degli alberghi è un'esigenza comunemente avvertita per valutare se la struttura nella quale trascorreremo le nostre vacanze sarà un autentico luogo di relax o invece ci costringerà a rimpiangere casa nostra.
La classificazione delle categorie alberghiere è affidata alle Regioni, pertanto è possibile che viaggiando da una parte all'altra d'Italia si riscontrino alcune differenze tra alberghi della stessa categoria. Tuttavia, vi sono standards minimi che devono essere rispettati in ogni parte d'Italia.
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Mi faccio la barca PDF Print E-mail
Written by Giorgia D'Alia   
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Il Gitana di Baglietto, foto dal sito del cantiere BagliettoBenvenuti a bordo. La barca non é più un privilegio per ricchi signori, da qualche anno, infatti, può esser considerata un sogno realizzabile da chiunque voglia soddisfare un piccolo o grande desiderio di libertà prendendo il largo. Andare in cerca di delfini, di baie nascoste, di tramonti, o provare l’emozione di navigare verso l’orizzonte dove il cielo s’inarca sino a sfiorare il mare, assaporando lunghe giornate di dolce far nulla in cui l’avvicendarsi del sole e delle stelle scandisce il tempo, sono solo alcuni tra i piaceri che può permettersi chi decide di vivere il mare navigando. Aumentano così sia gli appassionati di snorkeling, pesca e vela, sia i frequentatori di fiere nautiche, sull’onda di un mercato che continua a godere di buona salute, malgrado lo scenario economico internazionale.

Le fiere nautiche nel Belpaese da semplici momenti d’incontro e di scambio commerciale, sono ormai divenute eventi mondani che attraggono appassionati e addetti del settore da tutto il mondo. Una menzione particolare la merita il Salone Nautico di Genova, nato nel 1962 come una piccola esposizione per un piccolo pubblico e divenuto oggi, nel corso di quarantotto edizioni, leader mondiale grazie a una straordinaria completezza merceologica e all'unicità delle sue strutture espositive: l'ultima edizione ha ospitato, tra le tante, 97 barche superiori ai 24 metri e 48 superyacht superiori ai 30 metri. Uno dei gioielli protagonisti della 48ma edizione è stato il "Gitana di Baglietto" (53 metri) per le barche a motore, marchio storico nella nautica da diporto e leader nella costruzione di mega-yacht all'insegna del lusso. Mentre tra le barche a vela presenti a Genova, una novità a cinque stelle è stato il "Perini Heritage" (45 metri), con un albero di 52 metri d'altezza, il boma interamente in carbonio e 1.187 metri quadrati di vele comandabili da un'unica persona.
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Più a sud che non si può PDF Print E-mail
Written by Junio Tumbarello   
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Un spiaggia di Portopalo di Capo PasseroIl territorio è quello tra Siracusa, Marzamemi, Pachino, Gela e Portopalo di Capo Passero: una costa immensa e bianchissima da togliere il respiro. Passando di qui in occasione del 66mo anniversario dello sbarco degli alleati in Sicilia sud-occidentale, tra Licata e Siracusa, avvenuto la notte tra il 9 e il 10 luglio del 1943, lo sguardo si perde tra l'infinito blu del mare africano e il rosso intenso dei campi di pomodori di Pachino. Un continuo di anse, spiagge abbaglianti e baie talmente scoscese da ospitare solo pochi turisti coraggiosi e qualche gabbiano. Portopalo di Capo Passero è l'estremo lembo a sud della Sicilia, l'ultimo avamposto di terraferma tra il mare e il cielo al di sotto del parallelo di Tunisi.

Il centro abitato è tagliato in due dal corso principale - via Vittorio Emanuele - che tocca ad Est il mar Jonio e ad ovest il Mediterraneo. Il clima particolarmente caldo di questa parte dell'Isola è reso più mite dall'azione dei due mari. E quando spunta il sole, chiunque è qui di passaggio, se ne resta a guardare il gioco di luci che illumina questo mare e le casette colorate delle cittadine più o meno isolate.

Nel 395 a.C. Dionisio il Vecchio, tiranno di Siracusa, durante la guerra contro Cartagine per il possesso della Sicilia, sferrò l’attacco finale alla città di Mozia, colonia fondata dai fenici nel IX secolo a.C. I pochi superstiti scampati al massacro trovarono rifugio presso le coste dell’estrema punta sud - est della Sicilia, a ridosso di Pachys, un promontorio di origine vulcanica.
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150° anniversario Battaglia di Magenta PDF Print E-mail
Written by Publipoint   
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La rivisitazione storica della Battaglia di Magenta
Diario di Bordo

Il 14 giugno Utility Magazine ha assistito alla spettacolare rievocazione storica della Battaglia di Magenta del 4 giugno 1859. Una giornata ricca di appuntamenti che, a partire dal corteo storico che percorrendo il centro storico ha raggiunto l´ossario e Casa Giacobbe, ha visto il momento culminante nella rievocazione storica della Battaglia sulla strada per Castellazzo. La bellissima kermesse ha visto la partecipazione di 400 figuranti in costume d´epoca provenienti da varie parti d´Europa. Siamo rimasti letteralmente a bocca aperta di fronte alla bellezza dei costumi e delle scenografie. Chiudendo gli occhi e dimenticando di vivere ai giorni nostri, non sarebbe stato difficile immaginare un affascinante viaggio nel tempo. Quella della Battaglia di Magenta è l´unica rievocazione del periodo risorgimentale che si svolga in Italia ed in Europa, tanto che vi hanno partecipato gruppi stranieri che non avrebbero la possibilità nelle loro nazioni di dar vita ai reparti che rappresentano. L'edizione del 150° anniversario è stata unica nel suo genere: enorme il numero di persone, cavalli e cannoni che sono stati presenti.
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Amunì onda c'è: l'esercito del surf in Sicilia PDF Print E-mail
Written by Junio Tumbarello   
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Tommy Lopez sulla tavolaEscono solo quando soffia il vento e l’attaccamento al mare e alla natura è un tratto distintivo del loro carattere. Hanno un gergo tutto loro, una passione sfrenata per i cavalloni e su Internet si scambiano impressioni, previsioni meteo e storie di “tavola”. Sono i surfisti dell’Isola. Giovani e meno giovani che la notte sognano l’onda perfetta e la mattina la inseguono sui diversi “spot” del litorale siciliano. Gli spot sono quei posti dove si formano le onde adatte a essere cavalcate: le spiagge, i golfi, le baie, le punte e le foci di fiumi, che offrono onde di diversa potenza in base alla diversa batimetria e morfologia del fondale. Sull’Isola, per chi è in cerca di emozioni sulla tavola, sono molti gli spot più o meno conosciuti, e quindi più o meno frequentati. In genere, i surfisti si comportano proprio come i cercatori di funghi gelosi dei loro posti segreti: se si conosce un luogo dalle onde bellissime, non lo si sbandiera ai quattro venti, per evitare che diventi troppo frequentato.

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