| Un Caravaggio conteso tra Roma e Carpineto Romano |
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| Scritto da redazione |
![]() Una sfida, quella di riportare a casa il Caravaggio, che si compie dopo quattro decadi di attesa. È proprio a Carpineto Romano che nel 1968 fu scoperto il San Francesco in meditazione, di cui esiste anche un famoso sosia nella chiesa romana di Santa Maria della Concezione (di cui oggi si riconosce la mano di uno stretto seguace del Caravaggio). All'epoca della scoperta la tela era inchiodata alla parete della chiesa di San Pietro, condotta a Roma, fu sottoposta a fior di restauri che ne ufficializzarono l'autenticità . Di proprietà del Fondo edifici di culto del Ministero dell'Interno, l'opera fu consegnata in deposito presso la Soprintendenza a Palazzo Barberini, sede della Galleria nazionale d'arte antica, e da lì non si è più mossa. Secondo i dirigenti, a Roma l'opera era valorizzata meglio e godeva di una più ampia visibilità da parte del pubblico, ma soprattutto Carpineto Romano non disponeva di un luogo all'altezza della conservazione di un capolavoro del Caravaggio.
"Se le condizioni di sicurezza ci sono e il Fec dà il nullaosta, il Caravaggio può tornare. Ma con l'accordo che in caso di mostre venga ridato in prestito", commenta l'attuale soprintendente al polo museale romano Rossella Vodret, assai sensibile alla questione, visto che è stata lei nel 2000 a fare luce sull'enigma dei due "San Francesco" di Caravaggio. Bisognerà comunque attendere il 2011 per il rientro a Carpineto Romano, perché il quadro, nell'ambito delle iniziative per l'anniversario della morte dell'artista, è in tournée per la Scandinavia, fino ad aprile rimarrà in mostra a Stoccolma, poi toccherà Helsinki e Bergen, mentre e a novembre sarà a Palazzo Venezia per la grande mostra "Roma al tempo di Caravaggio". |