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Un Caravaggio conteso tra Roma e Carpineto Romano PDF Stampa E-mail
Scritto da redazione   
Un particolare del San Francesco in meditazione di Caravaggio

C'è una disputa che vede contendersi un quadro capolavoro di Caravaggio: San Francesco in meditazione, del 1606. Al centro di questo contenzioso ci sono Roma e Carpineto Romano, una piccola cittadina che si trova sui monti Lepini nella provincia sud della capitale, città natale peraltro di papa Leone XIII. "Lavoreremo affinché si possa presto salutare il ritorno a Carpineto Romano della preziosa tela del Caravaggio presso il Museo civico di Palazzo Aldobrandini", si legge nel programma di governo del neoeletto sindaco Pd, Quirino Briganti.

Una sfida, quella di riportare a casa il Caravaggio, che si compie dopo quattro decadi di attesa. È proprio a Carpineto Romano che nel 1968 fu scoperto il San Francesco in meditazione, di cui esiste anche un famoso sosia nella chiesa romana di Santa Maria della Concezione (di cui oggi si riconosce la mano di uno stretto seguace del Caravaggio). All'epoca della scoperta la tela era inchiodata alla parete della chiesa di San Pietro, condotta a Roma, fu sottoposta a fior di restauri che ne ufficializzarono l'autenticità. Di proprietà del Fondo edifici di culto del Ministero dell'Interno, l'opera fu consegnata in deposito presso la Soprintendenza a Palazzo Barberini, sede della Galleria nazionale d'arte antica, e da lì non si è più mossa. Secondo i dirigenti, a Roma l'opera era valorizzata meglio e godeva di una più ampia visibilità da parte del pubblico, ma soprattutto Carpineto Romano non disponeva di un luogo all'altezza della conservazione di un capolavoro del Caravaggio.


Oggi, per riprendersi il quadro, Carpineto Romano ha pronto il Museo civico di Palazzo Aldobrandini, ristrutturato nel rispetto dei massimi standard internazionali di sicurezza e di conservazione microclimatica grazie al sostegno con oltre 2,5 milioni di euro della Regione Lazio con l'assessorato alla Cultura di Giulia Rodano, paladina della restituzione dei beni culturali al proprio territorio d'origine, che sottolinea: "Siamo pronti e disponibili a fare tutto quello che serve. Abbiamo ottemperato alle indicazioni della Soprintendenza modificando anche il progetto originario. Riteniamo che ormai non ci siano più ragioni culturali a dire di no. Quanto alla visibilità, Carpineto offrirebbe davvero un bellissimo one opera show, mentre a Roma l'opera di Caravaggio sarebbe una delle tante, tant'è la mandano in giro per il mondo".

"Se le condizioni di sicurezza ci sono e il Fec dà il nullaosta, il Caravaggio può tornare. Ma con l'accordo che in caso di mostre venga ridato in prestito", commenta l'attuale soprintendente al polo museale romano Rossella Vodret, assai sensibile alla questione, visto che è stata lei nel 2000 a fare luce sull'enigma dei due "San Francesco" di Caravaggio. Bisognerà comunque attendere il 2011 per il rientro a Carpineto Romano, perché il quadro, nell'ambito delle iniziative per l'anniversario della morte dell'artista, è in tournée per la Scandinavia, fino ad aprile rimarrà in mostra a Stoccolma, poi toccherà Helsinki e Bergen, mentre e a novembre sarà a Palazzo Venezia per la grande mostra "Roma al tempo di Caravaggio".

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