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L'Università di Palermo "aiuta" Angkor in Cambogia PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
Martedì 16 Marzo 2010 17:42
Il Parco Archeologico di Angkor in CambogiaÈ il più grande parco archeologico del mondo, con i suoi 40 mila metri quadrati e mille templi. La missione guidata dall'Università di Palermo e finanziata dal ministero degli Esteri, la prima in Italia, coinvolge anche l'Opificio delle Pietre Dure di Firenze e l'Università IUAV di Venezia. Obiettivo: studiare le sculture per tre anni e formare in Cambogia restauratori e tecnici che possano salvare un patrimonio straordinario che è a rischio. Il rettore: "In aiuto di uno dei dieci Paesi più poveri del mondo". È la prima missione italiana in soccorso del parco archeologico di Angkor in Cambogia, il più grande del mondo con i suoi 40 mila metri quadrati e mille templi, dichiarato dall'Unesco Patrimonio mondiale dell'Umanità. A guidarla è l'Università di Palermo, che ha siglato oggi un accordo che consentirà di svolgere per tre anni indagini sulle preziose sculture e di formare squadre di restauratori e di tecnici cambogiani che possano occuparsi con competenza del parco. Un progetto finanziato dal ministero per gli Affari esteri - Cooperazione allo Sviluppo con 519 mila euro.

A firmare l'intesa, in Cambogia, il rettore dell'Università di Palermo, Roberto Lagalla, con il delegato alle Relazioni internazionali, Pasquale Assennato. Partner italiani del progetto, l'Università Iuav di Venezia, l'Opificio delle Pietre dure di Firenze, l'assessorato Beni culturali e ambientali della Regione siciliana. "La Cambogia - dice il rettore - è uno dei dieci Paesi più poveri del mondo e ha nel suo parco archeologico uno strumento straordinario di crescita e di sviluppo sostenibile. Siamo felici di portare competenze e strumenti che frenare il depauperamento di uno straordinario patrimonio culturale e possano servire al Paese a valorizzare le sue ricchezze e a uscire definitivamente da un periodo storico pesantissimo".
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Unipa: date e test per l'accesso ai corsi PDF Stampa E-mail
Scritto da Publipoint   
Giovedì 16 Luglio 2009 17:30
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Una rivoluzione nell’ingresso ai corsi di laurea dell’Ateneo di Palermo. Dal prossimo anno accademico, 2009/2010, i ragazzi dovranno sostenere un test prima di accedere a qualsiasi corso, anche a quelli che non prevedono il numero chiuso. Per i corsi ad accesso libero, si tratta di prove non selettive, ma obbligatorie, per saggiare la preparazione iniziale dei candidati che – nel caso rivelino lacune – partiranno con obblighi formativi da colmare nel primo anno di corso. Per i corsi a numero chiuso, si tratta, come negli scorsi anni, di prove selettive che serviranno a formare la graduatoria per l’accesso ai corsi, oltre che a saggiare la preparazione iniziale. Gli studenti con obblighi formativi aggiuntivi che derivano da una preparazione iniziale carente in qualche area del sapere ritenuta indispensabile per l’accesso al corso di laurea, usufruiranno, nel mese di settembre, di specifici corsi di recupero, denominati “corsi zero”, che saranno attivati, nelle facoltà, dal Centro di Orientamento e Tutorato (COT) dell’Ateneo.

“In questo modo – dice il rettore Roberto Lagalla – potremo conoscere i nostri futuri studenti nei loro punti di forza e nelle loro carenze formative e sostenerli con più efficacia nel loro percorso universitario. A questo si affiancherà il potenziamento del servizio di tutorato, con l’obiettivo di fornire un aiuto mirato, orientare alla conoscenza del mondo del lavoro, frenare il numero di fuori corso”. Aggiunge Vito Ferro, delegato del rettore alla Didattica: “La prova non selettiva non deve essere vissuta come un obbligo aggiuntivo da parte dello studente, ma come l’inizio di un percorso serio e motivato che parte dalla consapevolezza sia delle proprie conoscenze sia da eventuali carenze da colmare prima di iniziare a studiare le discipline universitarie. I test sono regolati da procedure nazionali oppure stabiliti dall’Ateneo o ancora dal singolo corso di laurea”.

Le prove si svolgeranno, in alcuni casi al Polididattico, in altre nelle aule di facoltà, nel mese di settembre: i primi a partire, il primo settembre, saranno gli studenti stranieri di tutte le facoltà che dovranno sostenere la prova (non selettiva) di lingua italiana. Il 2 settembre di mattina toccherà ai candidati ai corsi di laurea della facoltà di Ingegneria, a numero chiuso; lo stesso giorno di pomeriggio ai futuri studenti di Giurisprudenza, dove invece i corsi sono ad accesso libero. Il 3 settembre il test selettivo per l’accesso al corso in Medicina, il 4 per Odontoiatria, il 7 quello per l’ingresso ai corsi della facoltà di Farmacia, pure a numero chiuso. E così via, secondo un calendario serrato che si chiuderà il 19 settembre con la prova, selettiva, per Scienze motorie. I test riguardano i corsi triennali, quelli magistrali a ciclo unico e solo alcune lauree magistrali biennali. L’organizzazione del calendario consente allo studente di partecipare, nel caso fosse indeciso sul corso di laurea da scegliere, anche a più prove d’accesso: entro il 24 agosto, però bisognerà fare domanda di partecipazione ai test (sia selettivi che non selettivi), esclusivamente on line sul portale www.unipa.it, e il pagamento della tassa di partecipazione (45 euro) dovrà essere effettuato entro l’orario di chiusura degli sportelli bancari.

 


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