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Paolo Fox, l’astrologo che colpisce nel segno PDF Stampa E-mail
Scritto da Junio Tumbarello   

Paolo Fox per Utility MagazinePer lui l’astrologia non è una scienza, ma una disciplina. Lo stile impeccabile, il suo aplomb televisivo e le sue oculate previsioni lo hanno reso, senza ombra di dubbio, l’astrologo più importante d’Italia. Nato sotto il segno dell’acquario e molto noto per le sue rubriche e per i suoi interventi in tv su Rai Due a Mezzogiorno in famiglia, Paolo Fox ha conquistato il cuore e la fiducia di tutti coloro i quali confidano nella buona luce delle stelle. Dal 1997 collabora con il network radiofonico Lattemiele, che trasmette il suo oroscopo ogni giorno alle 7, e anche con Radio Deejay. Tutti gli anni a fine dicembre il suo oroscopo, durante gli speciali che Rai Uno e Rai Due hanno trasmesso negli ultimi anni, ha tenuto incollati al piccolo schermo più di quattro milioni di persone. (Quest'anno la serata "Speciale Oroscopo 2010" andrà in onda alle 20.45 su Rai Due) E non bisogna dimenticare che dall’anno scorso il suo libro di astrologia edito da Cairo ha letteralmente sbancato le librerie raggiungendo il più alto numero di vendite per un libro di previsioni astrologiche. Utility Magazine ha chiesto al simpatico astrologo qualcosa della sua vita personale e ha tentato di estorcere qualche piccola previsione per l’anno in arrivo.

Quando ha capito la sua vocazione astrologica?
“Per quanto mi riguarda la mia carriera di astrologo non è mai stata decisa o programmata ed è stata probabilmente anche questa la chiave del mio successo. Io non ho mai puntato a diventare l’astrologo della televisione, è stata una cosa che ho iniziato a fare a sedici anni quando andavo al liceo Classico: ricordo ancora i segni degli insegnanti e dei miei compagni. Cominciai così. A dir la verità all’inizio ho interpretato anche la parte di chi voleva sfatare la leggenda dell’oroscopo e di chi non credeva ai segni. Poi le cose lentamente sono mutate, perché dentro di me ho sempre creduto al grande destino”.

In che senso?
“Sono del parere che un uomo può sì pianificare ciò che vorrebbe fare nella vita e programmare alcune cose, ma in generale se nel destino è scritto che deve accadere una determinata cosa, così sarà. E per me è stato così, una serie di eventi mi hanno portato a intraprendere questa professione. L’astrologia cerca di intravedere in anticipo quello che chiamo ‘il piccolo destino’; non credete ma verificate”.

I lettori saranno curiosi. Ci racconti qualcosa dei suoi esordi.
“Iniziò tutto nel 1977. Con l’avvento delle televisioni private. Cercavano qualcuno che facesse le previsioni astrologiche. Non volevano un astrologo come oggi con il numero di telefono o lo studio privato: quelli sono venuti in un secondo tempo. All’inizio queste prime emittenti avevano problemi di contenuti, non sapevano letteralmente cosa mettere in onda. Non esistevano neanche i ponti radio. Andavamo a registrare le trasmissioni in montagna e io andavo in onda con una sciarpetta sui monti del Lazio, facendo queste lunghe disquisizioni astrologiche. E tutto questo per passione, non percepivo alcun cachet. Per me non era ancora, insomma, una vera professione ma un piacere. Avevo l’entusiasmo dei vent’anni e la trasmissione aveva in studio dei cantanti a cui facevo l’oroscopo”.

E poi cosa è successo?
“Le cose sono venute da sole. Sono arrivate la Rai, il giornale e poi è arrivata la gente. E le prime trasmissioni in tv hanno avuto un successo clamoroso. Il primo grande evento televisivo in assoluto è stata “In bocca al Lupo” con Carlo Conti il 30 dicembre del 1998. La prima sera del programma ottenemmo il 34,33 per cento di share: come una partita di calcio. Fu proprio Carlo Conti a comunicarmelo il giorno dopo la trasmissione e da lì cominciò tutto. Penso che la gente sia rimasta colpita da quel ragazzo un po’ timido. Oggi, certo, quel ragazzo è un po’ meno ragazzo e anche un po’ meno timido”.

Secondo lei ha tanto successo con la gente perché azzecca le previsioni?
“L’astrologia non è una scienza ma una disciplina e io ricordo sempre che non bisogna credere agli oroscopi ma verificarli. È quello che faccio anch’io con il mio oroscopo. Io faccio una previsione ed è giusto tenerne conto ma interpretandola, lasciandola in qualche modo decantare e leggendola guardandosi attorno. In questo modo l’astrologia stupisce sempre e aiuta”.

Il discorso quindi torna sempre al fato e a qualcosa che è già scritto…
“Esiste un grande destino che è quello immodificabile e imprevedibile e che viene deciso da qualcun altro che è molto più in alto di noi. Poi esiste un piccolo destino e probabilmente proprio su quello l’astrologia ha la sua influenza ed è su quello che io invito a fare delle riflessioni. Dovrebbe essere quel piccolo destino a interessarci di più. Perché proprio le previsioni legate al piccolo destino potrebbero dare indicazioni utili su quando, per esempio, sostenere un colloquio di lavoro, o se abbandonare una persona in amore in un giorno sbagliato. Cosa che potrebbe in seguito constare un ripensamento. L’astrologia quindi potrebbe servire a fare le cose nei tempi giusti e, magari, a far conoscere la persona che si ha vicino. Conoscere o capire l’umore o gli stati d’animo della persona che ti sta accanto. Parliamo sempre di note caratteriali e non di psicologia che è un discorso più profondo che non mi compete”.

Ha un aggettivo per 2010?

“Per tutti i segni sarà un anno generoso perché Giove va nel segno dei Pesci. E quindi questo conferma, quantomeno in Italia, un andamento di fortuna. E poi tra i vari segni, proprio i pesci godranno di particolare favore. Come una spinta in più. In ogni caso durante l’anno tutti avranno un’occasione”.

Tra i segni d’acqua, fuoco, terra e aria quali segni avranno più fortuna?
“La prevalenza è per i segni di acqua, cioè cancro, scorpione e pesci. Ma considerate le condizioni astrologiche del prossimo anno anche gli altri andranno bene. Mi spiego meglio: su dodici mesi, quello che ha nove mesi, diciamo favorevoli, conquista la palma di ‘vincitore’ dell’anno, ma poi capita per tutti l’occasione buona, perché in caso contrario vorrebbe dire che solo alcuni vanno avanti. Con ciò voglio dire che quelli che verranno, saranno mesi molto importanti per tutti, ma la prevalenza – ribadisco - è per i segni d’acqua”.

Si parla del 2012 come anno della fine del mondo, c’è qualcosa che fa presagire questo terribile epilogo?
“Assolutamente no. Ho visto le stelle di dicembre 2012 e a livello astrologico non c’è nessuna novità. Queste sono osservazioni che vengono fatte non guardando l’oroscopo ma seguendo antiche previsioni, che sono più o meno interpretate in maniera diversa, però appunto perché sono interpretazioni vanno sempre filtrate. Anche perché il calendario che utilizziamo oggi, non è quello di duemila anni fa. Per quanto mi riguarda non credo che il 21 dicembre 2012 crollerà il mondo”.

E se ce lo dice Paolo Fox, sicuramente staremo più tranquilli…

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