| Viaggi e palati, tra intolleranze e religione |
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| Scritto da redazione |
![]() Sono tante le cose che ci si porta dietro dopo un viaggio. Di certo la cucina locale e tradizionale è una do queste. Ma non per tutti è un'esperienza facile da realizzare, specie se per scelta o costrizione si segue una dieta diversa e alternativa. Così il gusto delle vacanze può anche subire dei momenti di frustrazione, quando decicidendo il posto dove mangiare si scopre, ma a volte lo si sa prima, che si passerà il tempo a guardare gli altri ogni sorta di ben di dio, mentre a voi non rimane altro che immaginare e invidiare ogni boccone mandato giù.
Per evitare quindi che un oeriodo di spensieratezza e relax quale deve esssere un viaggio si risolva in frustrazione e depressione adesso si possono scegliere località ad hoc dove rispettare le proprie diete "religiose" o dovute a intolleranze alimentari. Degli esempi arrivano da Londra dove ci si può immergere in un tour vegetariano o viaggi kosher, per chi è ebreo. Se il vostro problema si chiama celiachia, ovvero intolleranza al glutine, sappiate che negli ultimi anni i ristoranti e le compagnie aeree che offrono piatti per chi soffre di questa intolleranza si sono moltiplicati. Già al momento della prenotazione è possibile, o meglio consigliabile, specificare la richiesta. Per andare sul sicuro, specie all'estero e i camerieri non parlano italiano, è possibile scorrere le pagine di diversi siti che recensiscono locali in giro per il mondo: dal B&B a Firenze, alle navi da crociera. Nel grande manuale del celiaco basta inserire il nome dello Stato dove si vuole andare per ottenere un elenco di ristoranti e alloggi che offrono questo servizio. Se volete una recensione in stile guida Michelin fate un giro su Gluten Free Travel Site, scoprirete la critica entusiasta di un newyorkese in viaggio per l'Italia, a suo dire, il paese più "Gluten Free friendly" mai visitato. Se però la meta è un paese lontano e dalle tradizooni molto diverse dalle vostre, andate su CeliacTravel, qui è possibile scaricare e stampare un opuscolo che spiega il problema in 48 lingue diverse. Problemi di salute a parte ci sono poi le tradizoni religiose che influiscono sul modo di mangiare e cucinare i diversi cibi. Una tradizione che in maniera bipartisan tocca ebrei e musulmani, con le rispettive cucine kosher e Halal. Ma questi due tipi di certificazioni possono diventare utili per tutti i consumatori grazie alle rigide regole che devono rispettare. Ad esempio, un intollerante ai latticini andrà sul sicuro mangiando un piatto a base di carne in un ristorante Kosher, per la religione ebraica è vietato, infatti, mescolare i due alimenti. Ormai è possibile trovare ristoranti supervisionati da rabbini e che servono cibi in osservanza dei dettami della Torah dal Perù alla Cina. Per una guida completa c'è Kosher Delight. Perfino in crociera è possibile essere seguiti passo passo senza possibilità di incappare in qualche errore da un'agenzia apposita, Kosherica. Se invece il viaggio è negli Stati Uniti, Europa, Giappone, Nuova Zelanda o Thailandia e volete un ristorante Halal che non serva carne di maiale o alcolici allora il posto giusto dove cercare è Zabihah. Per chi ama gli animali e al solo pensiero di mangaire qalcosa che prima era vivo fa venire la pelle d'oca, c'è sempre un posto vegetariano dove fare uno spuntino. Grazie a Bicycle Beano, non sarà difficile trovare un ristorante meat free in India dove un terzo della popolazione segue questo tipo di alimentazione, più complicato potrebbe essere avere un brodo non di carne in alcuni paesi dell'America Latina. Un aiuto arriva dal sito Happy Cow. Ma essere vegetariano non significa solo evitare carne o pesce. E' uno stile di vita che coinvolge molti aspetti della routine quotidiana che devono essere preservati anche in vacanza. Per organizzare un viaggio vegetariano non mancano di certo i siti a cui rivolgersi. Dai consigli dell'agenzia Green Earth Travel a quelli di Vegetarian Vacations che dà suggerimenti di viaggio anche per gli "onnivori" amici di vegani e vegetariani. E ppoi esistela categoria del vorrei ma non posso, chi per intolleranza o allergia è costretto a dire addio ad arachidi, latte, grano, soia, frutti di mare o uova. Ebbene qualunque sia l'alimento incriminato prima di arrivare nel luogo delle agognate vacanze sarebbe meglio conoscere il vocabolo che lo definisce nell'idioma locale. Se le lingue straniere non sono il vostro forte esistono dizionari online, basterà trascrivere il nome incriminato in un foglio di carta e portarlo sempre con voi. E ancora, se volete andare sul sicuro potrete ricorrere al supporto visivo: un gigantesco gamberetto con una croce rossa sopra non hanno bisogno di ulteriori spiegazioni. Negli Stati Uniti ci sono diversi siti online che offrono questo servizio a pagamento, ma anche il fai-da-te non è affatto male.       |