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In viaggio a Napoli attravero il Barocco PDF Stampa E-mail
Scritto da Elisabetta Cannone   
Un dipinto del periodo Barocco

Un fine settimana dedicato allo stile che più di tutti identifica la città: il Barocco. È così che Napoli celebra la propria identità artistica, con una mostra che ne celebra quadri e artisti. Da Caravaggio a Vanvitelli la città partenopea rende omaggio a un carosello di sei mostre in sei musei - da Capodimonte alla Certosa di San Martino - con oltre 350 opere provenienti da tutto il mondo e itinerari a tema che si conducono fino al Cilento. Un buon motivo quindi per scegliere Napoli coem meta per un buon viaggio fatto di colori, sapori, suoni e anche arte. Si potranno visitare piazze e botteghe, vicoli, musei, chiese e palazzi della vecchia aristocrazia che oggi ospitano alberghi di charme o spazi d'arte contemporanea.

La tappa barocca per eccellenza è la Basilica di Santa Maria della Sanità, vero museo della pittura napoletana del XVII secolo che di per sa solo varrebbe tutto il viaggio. Dal sacro al profano il passo è breve. Nel vicino quartiere di Materdei, la Pizzeria Starita è un'istituzione: è qui che Sophia Loren impersonò la pizzaiola bella e adultera nel film L'oro di Napoli. Ambientazione che è rimasta inalterata nonostante siano passati ben cinquant'anni.
Oltrepassata Porta San Gennaro, si entra nel grande quadrilatero del centro storico: lo Spaccanapoli, un inimitabile teatro all'aperto dove l'incontro e l'intreccio di antico e di moderno, aulico e popolare raggiunge il suo apice. Un esempio è la Fondazione Morra Greco, lungo via Anticaglia: nell'antico Palazzo dei Principi di Avellino, una vera art factory voluta dal collezionista e mecenate Maurizio Morra Greco. Lo spazio di 2000 metri quadri su tre piani è residenza d'artisti, centro di produzione, luogo espositivo dedicato agli emergenti.
Il Museo Madre è dietro l'angolo: in occasione dell'evento Ritorno al Barocco accoglie la mostra Barock con opere, tra le altre, di Damien Hirst, Jeff Koons, Gilbert & George.
Il percorso barocco continua in via Duomo, alla Cappella del Tesoro di San Gennaro, trionfo assoluto di argenti e ori, di stucchi e marmi, di affreschi e pitture dedicare al Santo Patrono. Accanto si trova il Museo del Tesoro di San Gennaro, dove sono custoditi i leggendari gioielli, una delle collezioni più ricche del mondo insieme a quelli della Corona d'Inghilterra e al Tesoro dello zar di Russia.

Ma il Barocco a Napoli è anche a tavola, con timballi e sartù di riso che ne rappresentano l'espressione più ghiotta. Ne sa qualcosa Mario Avallone, chef della Stanza del Gusto in via Costantinopoli: per tutto il mese di dicembre, in occasione delle festività, viene proposto il menu neobarocco, che porta in tavola zuppa di fagioli e castagne, baccalà fritto e capitone, babà e pastiera. Si può mangiare al piano osteria, che è anche cheese bar con l'emporio gastronomico Squisitezze (prodotti bio e a chilometro zero).


Altro luogo consigliato dove mangiare è L'Osteria da Carmela: dove in soli 5-6 tavoli ci si potrà sedere e gustare paste con frutta secca, crostacei, frutti di mare e verdure. Come i tagliolini alle vongole e noci, le pappardelle gamberi e pistacchi, gli gnocchi seppie e mandorle. Gli habitué qui non si lasciano scappare la genovese, che, a dispetto del nome, è una napoletanissima salsa di cipolle e carne per condire la pasta.
Da Timpani e Tempura di Antonio Tubelli si può assoaporare l'antica e verace cucina di strada, come lo scammaro, cioé la frittata di pasta fatta senza l'uovo, e gli arancini di riso. Qui si mangia in piedi o al bancone su sgabelli un po' sbilenchi, però l'atmosfera, i racconti di Tubelli, erede della tradizione dei monzù (cuochi di corte ai tempi dei Borbone e di Murat) del XVIII secolo, sono impagabili. Se si vuole provare la sensazione di far parte di un quadro del Seicento napoletano è sufficiente varcare la soglia della Taverna dell'Arte, a pochi passi da Spaccanapoli: tra luci soffuse vanno in scena i piatti classici, dal baccalà in cassuola alle zuppe e le carni al ragù.

Nel centro storico sono tante le tappe e i luogi da visitare: la pasticceria Scaturchio, ad esempio, dove assaggiare la leggendaria sfogliatella e gli altri dolci della tradizione partenopea. Palazzo Petrucci è il ristorante più à la page del momento, unica stella Michelin della città: è nello storico, omonimo palazzo, ma svela interni contemporanei e cucina creativa con fornelli a vista.
Manidesign è lo shop-galleria di Simona Perchiazzi, talent scout di artisti, artigiani e designer che alterna vernissage d'arte e installazioni in strada come le Luminarie d'Artista.
Infine, per chi va a Napoli nel mese di dicembre non si può non visitare la strada dei presepi, via San Gregorio Armeno, dove, accanto a natività tradizionali e pastori alla vecchia maniera, ogni anno fanno capolino nuovi personaggi ispirati ai fatti di attualità e allo star system. Ultimo in ordine di tempo è il presidente statunitense Barak Obama.

 

 

 

 

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