| Moto Gp Gresini lancia la sfida agli altri team |
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| Scritto da redazione |
| Giovedì 04 Marzo 2010 19:05 |
Nonostante siano il team satellite della Honda, nessuno nemmeno Fausto Gresini, il responsabile smentisce i propositi del Moto Gp: "Beh non ci nascondiamo, l'obiettivo quando si è in pista è battere tutti gli avversari, magari anche la Honda ufficiale". Comincia con grande ottimismo il 2010 di una delle squadre MotoGP che più incuriosisce, quella faentina, presentata oggi a Milano. Un team, come il capo stesso lo definisce, "italianissimo". Perché la grande novità è l'ingaggio di Marco Simoncelli e Marco Melandri che prendono il posto di Alex De Angelis e Toni Elias. Certamente un pacchia per un responsabile di scuderia sempre a caccia di sponsor, specie in tempi di vacche magrissime come quelli attuali. Le aspettative sono tante, anche se i primi test in Malesia sono stati un po' complicati."Non ci siamo fatti mancare niente - ha scherzato Gresini - siamo anche gli unici che sono finiti per terra. Certamente servirebbe più tempo per conoscere questa nuova moto e migliorare però siamo convinti di avere un ottimo potenziale di crescita". Anche perché la nuova creatura della Honda è veramente rivoluzionaria. "Hanno creato una moto totalmente innovativa, clamorosamente diversa da quella dell'anno scorso. Pesi, sospensioni, elettronica, tutto è diverso e quindi serve un po' di tempo per portarla al limite". "Purtroppo sono le regole - ribatte Gresini - cercheremo di cambiarle ma è ovvio che altre squadre che si sentono già forti lotteranno perché tutto resti così. E' il normale gioco delle parti".
Sulla carta il binomio Simoncelli-Melandri è molto ben assortito, l'esordiente che arriva dalla 250 e su cui si ripongono tante speranze più il pilota esperto che dopo due stagioni complicatissime ha tanta voglia di riscatto e bei risultati. Simoncelli è parso un po' abbacchiato dopo le cadute di Sepang: "Sto bene, ricordo anche l'indirizzo di casa malgrado la botta" ha scherzato. Poi più serio ha analizzato così la situazione: "Purtroppo non sono molto contento perché ho ancora qualche problema con l'assetto - ha detto il romagnolo - non sento la moto ancora mia e non riesco a guidarla come vorrei. Devo lavorare ancora tanto ma in fondo quest'anno l'obiettivo per me è crescere". "Non so quando sarò al top - ha proseguito Super Sic - magari dopo tre o quattro gare, magari molto più in là ". Uno dei problemi più grossi è certamente l'elettronica, Marco si è portato dietro dalla 250 elettronici del suo vecchio team che inevitabilmente devono fare apprendistato pure loro: "In effetti un po' eravamo spaesati però lavorandoci con impegno abbiamo già fatto progressi quindi siamo ottimisti". Servirebbe qualche consiglio dell'amico Valentino Rossi, che però difficilmente arriverà visto che ora è un rivale come gli altri. E' il prezzo da pagare... "Mi servirebbero come l'oro - ha detto Simoncelli - cercherò di corromperlo in qualche maniera". Ottima impressione ha fatto Marco Melandri, molto carico. "Penso che malgrado i problemi di Sepang abbiamo individuato la strada giusta per sviluppare la moto - ha detto il ravennate - io sono ottimista. L'obiettivo è sempre fare il massimo, magari anche dare fastidio ai migliori". Per Marco è un ritorno a casa in un team che conosce a menadito: "E' bellissimo per me correre per Fausto, mi sento veramente a casa e sono anche un po' emozionato". Sulla nuova moto Melandri ha le idee abbastanza chiare: "Dobbiamo lavorarci tanto, la Honda ha lavorato molto sulla potenza massima, forse sacrificando un po' la guidabilità . Però con l'elettronica dovrebbe essere gestibile. Vediamo, io penso positivo, ho fatto un paio di giri dietro a Stoner e non l'ho visto così distante come altre volte. Rossi e la Yamaha sono i favoriti però non è detto che non possiamo essere più avanti di quanto non sia sembrato dopo i test". Per verificarlo il prossimo appuntamento in pista saranno i test del 18-19 marzo in Qatar, poi altra attesa fino all'esordio iridato dell'11 aprile sulla stessa pista.       |