| Viaggi avventura per le vacanze delle italiane |
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| Scritto da redazione |
![]() Il viaggio femminile, rispetto a quello maschile, sarebbe fatto più all'insegna della riscoperta di sé che non del semplice divertimento. Donne single, sposate, sole o con le amiche, con figli piccoli, anziane, o professioniste. Sono sempre meno, un numero esisguo quelle che preferiscono i weekend all'insegna del benessere, appena il 20 per cento. Anzi, dalla ricerca emerge che proprio le italiane sono delle vere donne-avventura. Il 69 per cento delle intervistate vorrebbe infatti partire alla scoperta di luoghi mai visti, alla ricerca di imprevisti, disavventure e sorprese negli Stati Uniti, la destinazione più ambita (il 49 per cento) in Asia (41 per cento) o in Africa (39,8 per cento). Ma non è finita qui. Al concreto configurarsi di un nuovo tipo di viaggiatrice, l'esploratrice solitaria, si aggiunge il progressivo aumento dei viaggi organizzati ad hoc per soddisfare esigenze di questo tipo. Quello della donna-avventura è diventato così un cliché non da poco, molto in voga nell'ambito dei servizi dedicati ai viaggi e al turismo. Vere e proprie miniere d'oro, molti siti web (Permesola, Donne in viaggio, Womenwelcomewomen per citarne solo alcuni) forniscono informazioni e consigli di ogni genere senza però provvedere ai tipici servizi delle agenzie di viaggio (prenotazione e intermediazione con le strutture turistiche). Lo scopo di questi portali è condividere racconti e disavventure sui luoghi e le località visitate. Non di vendere viaggi. Ma quanto viaggiano le italiane? Oltre il 39 per cento - spiega Expedia - si concede due viaggi all'anno, il 27 per cento uno solo, mentre il 23 per cento tre o più. Delle cifre nettamente superiori a quelle registrate nel 2007, anno in cui il numero di viaggi per donna era inferiore del 2 per cento circa. Amy Johnson, aviatrice solitaria, l'esploratrice Beryl Markham e Carla Serena, scrittrice del tardo ottocento, tutte viaggiatrici solitarie, in Italia non sono più delle "eroine" e non rappresentano più l'eccezione ma la "quasi-normalità ". Il "viaggio" non è più solo territorio maschile - spiega un responsabile della società di e-travel. Anzi. "Dall'indagine emerge che solo il 2 per cento delle intervistate non viaggerebbe più di quanto riesca a fare attualmente". Nonostante alcuni impedimenti (mancanza di budget, impegni di lavoro, famiglia), il coro di voci femminili è unanime: "Toglieteci tutto ma non le vacanze'". Il trend italiano è parte di un percorso di crescita europeo. Già nel 2007 il magazine Newsweek prevedeva un aumento di oltre il 70 per cento sul numero di viaggiatrici in tutta l'Europa. Per il 2010 le cifre potrebbero crescere ancora, nonostante la crisi economica. Tant'è vero che per soddisfare il loro desiderio di vacanza - spiega Expedia - il 92 per cento delle viaggiatrici nostrane accetterebbe anche di compiere piccole rinunce: limitare le spese frivole (il 54 per cento), o lavorare ore extra (il 39 per cento).        |